Esclusive per gli abbonati
Newsletters
About
UU è una rivista di sport fondata a luglio del 2013, da ottobre 2022 è indipendente e si sostiene grazie agli abbonamenti dei suoi lettori
Segui UltimoUomo
Cookie policy
Preferenze
→ UU Srls - Via Parigi 11 00185 Roma - P. IVA 14451341003 - ISSN 2974-5217.
Menu
Articolo
FantaVlahovic
31 lug 2025
Il centravanti della Juventus è in uscita, ma a chi farebbe comodo?
(articolo)
9 min
(copertina)
IMAGO / NurPhoto
(copertina) IMAGO / NurPhoto
Dark mode
(ON)

Dusan Vlahovic alla Juventus è, come si dice in questi casi, “un separato in casa”. Con un pesante contratto in scadenza il 30 giugno 2026, e nessuna intenzione di rinnovarlo, nel prossimo mese il club dovrà provare a trovargli una sistemazione soddisfacente, per non dover mettere a bilancio come costo tutti i quasi 42 milioni di euro (19,5 di ammortamento e 22 di stipendio lordo) previsti per questo esercizio finanziario. La richiesta della Juventus per il suo cartellino al momento sembra essere di 20-25 milioni di euro, ma potrebbe calare più si avvicina la fine del mercato e lo spettro di perderlo a zero euro.

Finora per il serbo le offerte sembrano essere state poche, e tutte respinte dal giocatore, che chiede uno stipendio di 6 milioni di euro annui, metà del precedente, ma ugualmente alto per la Serie A o comunque per i club non di prima fascia. Anche lui, comunque, ha qualcosa da perdere: il rischio è di passare una stagione in tribuna, e a questa età, e dopo le ultime mediocri stagioni, sarebbe un brutto colpo alla sua immagine. Ma a chi potrebbe servire Vlahovic? E dove Vlahovic potrebbe tornare a sentire la fiducia di cui ha bisogno per rifiorire? Ecco alcune ipotesi.

MILAN
Il Milan è in una situazione ambigua per quanto riguarda il ruolo di centravanti. A gennaio ha investito 35 milioni per Santiago Giménez, ma sembra essersi già pentito della sua scelta, dopo che pochi mesi prima si era pentito della scelta di Morata, comprato la scorsa estate. Tuttavia non ha la forza economica per accantonare anche il messicano e comprare un nuovo centravanti “sicuro”, visto anche il prezzo proibitivo che hanno raggiunto i migliori interpreti nel ruolo. Vlahovic, allora, diventa la soluzione ideale: un secondo centravanti in crisi da aggiungere al primo centravanti in crisi, da prendere a prezzo di saldo dopo ferragosto.

Certo, al Milan Vlahovic ritroverebbe il suo ex allenatore, quello che fino a un anno fa era considerato il suo vero problema. Lo abbiamo detto o almeno pensato tutti negli anni insieme a Torino: non è il serbo a essere diventato scarso, è che con Allegri i centravanti fanno le mezzali. In questi giorni, comunque, è iniziato il revisionismo sul loro rapporto: in 30 mesi insieme il serbo ha segnato 41 gol, neanche pochi alla fine, e pace se per il costo del cartellino e del suo stipendio, la speranza della Juventus è che li segnasse in una stagione.

L’ultimo di questi gol, comunque, ha portato l’unico trofeo del secondo ciclo di Allegri alla Juventus. Un gol per nulla banale, segnato scappando a Hien, che evidenzia come il serbo possa essere il giocatore adatto al nuovo Milan, capace cioè di giocare alle spalle della linea difensiva avversaria.

L’ultima stagione con Allegri è stata la migliore per Vlahovic in bianconero: 16 gol in Serie A, di cui 14 non su rigore da 13.3 npxG. Non l’overperformance viste a Firenze, ma comunque un risultato lineare, meno peggio dell’idea di centravanti sciupone che abbiamo di lui. Vlahovic poi ha una buona capacità di “attirare” occasioni da gol. Sempre considerando l’ultima stagione con Allegri, la sua produzione di xG era discretamente più alta di quella di Milik e Kean, seppur non élitaria (0.65 per '90). Non che siano mancati i momenti di attrito tra il centravanti e il tecnico, con Vlahovic finito più volte in panchina e che spesso, almeno con il linguaggio del corpo, è sembrato soffrire uno stile di gioco che gli chiedeva troppo lavoro fuori dall’area di rigore.

Anche Allegri non è mai sembrato apprezzare fino in fondo Vlahovic, e qualche giorno fa Giovanni Galeone, il suo megafono, ha detto che «Dusan è tecnicamente a zero, non riesce a stoppare un pallone e guadagna un milione al mese». Tuttavia l’allenatore del Milan sembra preferirlo ad alternative “sperimentali” e lo stesso calciatore sembra gradire la destinazione.

La coppia con Leao, se ci pensate, è intrigante, e il portoghese potrebbe essere quel fornitore di assist in campo aperto che gli è mancato finora. I due sono anche amici, almeno amici di Instagram, e due giorni fa Vlahovic ha messo un like a Leao. Se non sono indizi di mercato questi.

ATALANTA
Perché non l’Atalanta invece? Dopo aver reso Retegui un centravanti da 25 gol in Serie A, Zingonia sembra il posto migliore per recuperare Vlahovic (anche se non si è lasciato benissimo con i tifosi, dopo gli insulti razziali ricevuti). Per la prossima stagione a Bergamo si punta al rilancio di Scamacca e in questi giorni di ritiro si sta capendo cosa fare con El Bilal Touré, che però non sembra aver fatto click con l’ambiente. Curiosamente l’Atalanta avrebbe già un centravanti di nome Vlahovic, che però è in prestito allo Spezia.

In questo panorama l’aggiunta di Vlahovic a prezzo di saldo avrebbe senso, no? Certo, anche qui c’è il problema dell’ingaggio, quasi insormontabile, visto che il più pagato della rosa è Scamacca con uno stipendio annuo che è la metà di quanto chiede il serbo. L’idea però è divertente: un centravanti da recuperare mentalmente, come alternativa a un centravanti da recuperare fisicamente. So che sembra uno scherzo, ma questa è la magia di Bergamo.

Scamacca è reduce da un grave infortunio al ginocchio, a cui si è aggiunto subito dopo un grave infortunio muscolare. Difficile credere possa essere lui a portare tutto il peso sulle spalle in questa stagione, tra campionato e Champions League. Mettergli però un centravanti da 40-50 milioni accanto potrebbe essere un brutto colpo alla sua fiducia. L’aggiunta del serbo da questo punto di vista sarebbe una soluzione di compromesso, una staffetta che non sia troppo sbilanciata tra i due.

L’Atalanta è in una fase di riassestamento, ma i principi di gioco di Juric dovrebbero essere simili a quelli visti con Gasperini. Non è detto che riescano allo stesso modo, e tenere il volume offensivo del lungo ciclo del precedente allenatore sembra impossibile. Se però Juric riuscisse a mantenere la stessa idea, Vlahovic sarebbe un’interessante alternativa a Scamacca, addirittura si potrebbe pensare di vederli insieme. Se infatti il centravanti italiano brilla nel gioco spalle alla porta e nella rifinitura, il serbo dà - dava almeno - il meglio di sé negli ultimi metri di campo, quelli dove era più sfruttato Retegui. L’anno scorso Retegui ha avuto una stagione magica: 25 gol da 18.9 xG, massimizzando le sue occasioni. Il miglior Vlahovic, cioè quello dell’ultima mezza stagione a Firenze, era arrivato a 17 con 12.9 xG.

Può tornare questo Vlahovic?

Come detto, alla Juventus Vlahovic si è spesso lamentato di dover lavorare troppo fuori dalla zona gol, e anche per questo si giustificavano gli improvvisi limiti realizzativi. In una Atalanta che funziona, lui potrebbe scoprire se è ancora in grado di essere un attaccante da oltre 20 gol a stagione e noi quanto era la Juventus e quanto invece era Vlahovic.

COMO
Qualche giorno fa il presidente del Como ha confermato di avere un accordo con Morata, ma che prima Milan e Galatasaray devono risolvere le loro questioni col centravanti spagnolo. L’idea del club, e anche di Fabregas, sembra quella di acquistare giovani di grande tecnica da formare, ma di puntare sul sicuro per quanto riguarda il centravanti. La scelta di puntare su Morata deve essere dettata dalla sua abitudine, soprattutto con la Nazionale, nel giocare in sistemi che prediligono un gioco di posizione alla spagnola e anche di conoscere abbastanza bene Fabregas, ma è inevitabile pensare che a 32 anni e dopo una stagione tremenda possa andare male, azzoppando tutto il lavoro che sta facendo il Como sul mercato.

Vlahovic a Como potrebbe davvero funzionare. La prima ragione è mentale: dopo gli anni alla Juventus, andrebbe a giocare in una piazza che sì, sta crescendo e punta in alto, ma dove la pressione sarebbe molto inferiore. Lo abbiamo visto: quanti dei suoi problemi sono davvero tecnici e quanto mentali? Vlahovic è sembrato soffrire la pressione di giocare in un club come la Juventus, e magari può fargli bene fare un passo indietro, giocare in una squadra con meno ansie, in un contesto estremamente vivibile, con compagni giovani e dove può anche fare il leader. Inoltre Fabregas sembra quel tipo di allenatore che può ridare la fiducia anche al centravanti più disperato.

BESIKTAS
Nel derby delle tre grandi di Istanbul il gioco si è fatto duro. L’ultimo colpo lo ha assestato il Galatasaray, che ha comprato a titolo definitivo Oshimen, l’acquisto più costoso e incredibile nella storia del calcio turco. Poche settimane prima il Fenerbahce aveva preso Jhon Durán, che ha perso un po’ di spinta dopo il passaggio all’Al-Nassr, ma rimane un centravanti che stava facendo le fiamme in Premier League. A questi due, il Besiktas ha risposto con Tammy Abraham.

Ora, tutto è possibile, e il campionato turco ha le sue dinamiche, ma per i tifosi del Besiktas quanto deve essere stato anticlimatico? Le tue rivali comprano due dei migliori centravanti al mondo e tu ti ritrovi uno scarto dello scarto. Se non puoi permetterti un grande centravanti, un’alternativa è comprarne due che potevano diventarlo, che lo sono stati in quell’era ormai annebbiata del Covid. Se prendiamo infatti il periodo 2020/22 Abraham e Vlahovic hanno segnato tantissimo, poi pochissimo. Metterli insieme potrebbe essere un incubo, o magari chissà un sogno: il campionato turco è veramente un mondo a parte.

PARIS SAINT GERMAIN
C’è stato un momento in cui Dusan Vlahovic era così forte per il campionato italiano che il suo passaggio all’estero sembrava inevitabile. Il PSG gli aveva fatto la corte sia prima del suo passaggio alla Juventus che dopo, finendo però per comprare sempre altri centravanti. Scelte che si sono rivelate tutte sbagliate: negli ultimi anni il club parigino ha comprato Ekitike per 35 milioni, Kolo Muani per 95 e Goncalo Ramos per 65, per non andare troppo indietro nel tempo. Da questi non ha ottenuto quasi nulla, e alla fine Luis Enrique si è accorto che poteva fare a meno del centravanti ed ha messo su la squadra più forte della stagione senza. Un paio di centravanti, però, ci vogliono, anche solo per buona educazione.

Perché allora non scambiare Kolo Muani per Vlahovic più soldi? Una soluzione che potrebbe accontentare tutti. Al PSG il serbo partirebbe dalla panchina, e non è il tipo di calciatore che ama questa vita, ma avrebbe un contesto scintillante dove mettersi in mostra anche da riserva. Veramente con Luis Enrique troverebbe un calcio agli antipodi di quello giocato in Italia, dove le qualità che avevamo intravisto sarebbero messe alla prova, sia dentro l’area di rigore che in campo aperto. Anche solo a volersi affidare alle coincidenze, c’è un altro centravanti che negli ultimi anni ha fatto malissimo alla Juventus, ma benissimo alla Fiorentina e al PSG: Moise Kean. Magari è anche il destino di Vlahovic.

LIVERPOOL
Qui siamo più alla condivisione del dolore: il Liverpool ha Darwin Nunez, un centravanti che ha pagato un sacco di soldi e che poi ha iniziato a sbagliare troppi gol, infilandosi in una spirale di autodistruzione. Praticamente il Vlahovic uruguaiano. Perché allora non scambiarli? Probabilmente è un’opzione impraticabile a livello finanziario, ma sarebbe un interessante esperimento sociale e sportivo: cambiando l’ambiente circostante, cambiano le prestazioni?

Ai due affianchiamo un’equipe di medici, psicologi e scienziati e conduciamo questo esperimento. Ci sono troppe cose lasciate al caso nella scienza del calciomercato.

Attiva modalità lettura
Attiva modalità lettura
FantaVlahovic – Ultimo Uomo