
Torna la primavera, torna il baseball. Si è iniziato il 18 alle 11 di mattina italiane, si è iniziato in Giappone, dove la MLB sta spingendo tantissimo come mercato internazionale, nel segno del fenomeno Shohei Ohtani.
La rincorsa a Ohtani e dei suoi Dodgers campioni in carica sarà il tema principale di questa stagione che sta per iniziare, tra una off-season ricca di polemiche per lo strapotere dei Dodgers e la certezza che se c’è uno sport in cui le gerarchie possono cambiare questo è proprio il baseball.
AL EAST
NEW YORK YANKEES (86-76)
BOSTON RED SOX (85-77)
BALTIMORE ORIOLES (83-79)
TORONTO BLUE JAYS (82-80)
TAMPA BLUE RAYS (82-80)
La American League East è da qualche anno la division più competitiva dell’intera American League. Sarà così anche nel 2025, con i vincitori dell’anno scorso e finalisti delle World Series New York Yankees, protagonisti di una off-season dalla quale sulla carta escono ridimensionati.
La squadra di Aaron Judge ha perso uno dei migliori giocatori dell’intera MLB, Juan Soto, andato per un contratto record ai rivali cittadini dei New York Mets così come dopo sei anni ha lasciato il seconda base titolare Gleyber Torres. Il GM di New York Brian Cashman non è rimasto a guardare e ha cercato di dare più profondità a una squadra che durante i playoff ha patito un contributo meno sbilanciato da tutti i 9 battitori. Come prima base è arrivato l’ex MVP Paul Goldschmidt, mentre il posto di Soto è stato preso da un altro ex-MVP, Cody Bellinger in arrivo via scambio da Chicago.
L’incredibile serie di errori nel quinto inning di gara 5 che è costata le World Series agli Yankees.
Entrambi non senza punti interrogativi, con Bellinger reduce da un’annata mediocre dopo essersi guadagnato un contratto da 80 milioni in tre anni e Goldschmidt che nelle ultime due stagioni ai Cardinals ha dato segnali chiari di declino offensivo. È andata meglio con i lanciatori, dove New York si è assicurata il partente Max Fried in free agency e scambiando un deludente Nestor Cortés a Milwaukee per uno dei migliori closer della lega, Devin Williams, a sostituzione di Clay Holmes lasciato andare ai Mets.
Prima della stagione però sono arrivate due botte durissime, con gli infortuni che hanno concluso la stagione in anticipo del battitore designato Giancarlo Stanton e soprattutto di Luis Gil e Gerrit Cole. E se già con Gil gli Yankees hanno perso un lanciatore partente affidabile, con Cole perdono uno dei migliori lanciatori del mondo, che costringerà gli Yankees a una rotazione rimaneggiata.
Chi può sfruttare queste difficoltà? In teoria una squadra che lo scorso anno è arrivata dietro NY di solo tre partite, ovvero i Baltimore Orioles. La squadra di Adley Rustchman è probabilmente quella con il maggior potenziale in tutta la MLB, per l’enorme quantità di giovani forti tra roster principale e minors, specialmente dal punto di vista dei battitori, tra Gunnar Henderson, Rustchman e Jackson Holliday. Proprio per questo non si può che valutare la off-season degli Orioles come deludente.
Perso un battitore da 44 fuoricampo, l’All-Star Anthony Santander e il miglior lanciatore partente Corbin Burnes, Baltimora ha speso pochissimo in FA, sostituendo Santander con Tyler O’Neill da Boston e pregando che il ritorno del fortissimo reliever Felix Bautista, reduce da un grave infortunio al gomito, vada come previsto.
Chi potrebbe sfruttare questa off-season suicida di Baltimore sono i Red Sox. Boston è reduce da tre anni di mediocrità ed entra con ambizioni rinnovate come la squadra che si è migliorata di più in tutta la division. Nel reparto lanciatori hanno perso il solido Nick Pivetta e l’esperto Kenley Jansen ma hanno messo a segno il grande colpo Garrett Crochet, preso in uno scambio con i derelitti Chicago White Sox e che si è guadagnato la chiamata da All-Star con un ERA da 3.58 ma un FIP di 2.69. Crochet è a rischio infortuni e dovrà dimostrare di reggere una stagione intera da partente, ma a soli 26 anni ha un potenziale da parte altissima della rotazione.
Il colpo più rumoroso Boston l’ha fatto però tra i battitori, assicurandosi nella parte finale della free agency il terza base Alex Bregman. Uno dei migliori terza base dell’MLB, Bregman arriva dopo essere stato una leggenda degli Astros, con cui ha vinto due anelli. Nel 2024 si è confermato con 4 WAR (wins above replacement) e vincendo il guanto d’oro dell’AL come miglior difensore nel ruolo.
L’ingaggio di Bregman ha creato qualche frizione con la stella Rafael Devers, che inizialmente si era detto non disposto a giocare in un ruolo che non fosse la terza base, ma la questione sembra rientrata con Devers pronto a prendere il posto da designated hitter. Tra i tanti giovani di Boston, tra i migliori della MLB, da segnalare il 20enne Roman Anthony, miglior prospetto della MLB e che ha brillato nelle amichevoli pre-stagionali.
Partono più dietro Tampa Bay Rays e Toronto Blue Jays.
Tampa vive una situazione complicata, tra squadra in vendita e a rischio di relocation, budget basso e il Tropicana Field distrutto dall’uragano Milton che li costringerà a giocare in uno stadio di proprietà degli Yankees, lo George Steinbrenner Stadium. La speranza di Tampa è di overperformare come fatto per anni grazie al miglior reparto di scout e analytics dell’MLB.
Più ricca ma non meno depressa la situazione dei Toronto Blue Jays, che si sono visti sfilare per l’ennesima volta ogni obiettivo di primo piano in free agency. È arrivato il già citato Santander, il 41enne Max Scherzer e perso nessuno di rilevante se non il closer Jordan Romano, mantenendo sostanzialmente la stessa squadra che l’anno scorso ha chiuso con 88 sconfitte.
A tenere banco per tutta la stagione sarà la situazione contrattuale di Vladimir Guerrero Jr, che andrà in scadenza a fine stagione e probabilmente chiederà un contratto da 400-500 milioni per una decina d’anni. I Blue Jays, a cui i soldi non mancano ma manca attrattiva, proveranno a tenerlo nella speranza di convincerlo a fine anno o di scambiarlo a metà stagione con qualche contender?
AL CENTRAL
MINNESOTA TWINS (84-78)
DETROIT TIGERS (83-79)
KANSAS CITY ROYALS (82-80)
CLEVELAND GUARDIANS (78-84)
CHICAGO WHITE SOX (62-100)
La AL Central del 2024 ha battuto tutte le aspettative, in positivo e in negativo. In positivo portando ben tre squadre ai play-off, ma facendo la storia in negativo con l’incredibile 41 vittorie e 121 sconfitte per i Chicago White Sox, la quinta peggiore stagione della storia del baseball dal 1901.
Proprio Chicago ha dato vita alla off-season forse più interessante delle cinque squadre della AL Central, e contando che il massimo che è stato fatto è stato "tradare" l’ace Garrett Crochet a Boston per i promettenti Teel e Montgomery rappresenta bene una division atipica, con organizzazioni ottime ma pochi soldi.
I Guardians vincitori nel 2024 si sono confermati i soliti Guardians, una franchigia con un limite spesa molto basso ma gestita in maniera divina. Dato via Andres Gimenez e perso il prima base All-Star Josh Naylor, Cleveland si è consolata con il veterano Carlos Santana, reduce da una buona stagione a Minnesota e che porta esperienza in una squadra già durissima da affrontare. Il problema di Cleveland è che se le prospettive sono solide il potenziale è piuttosto limitato, complice le poche spese, anche se nelle minor league spicca il talento del seconda base Travis Bazzana, prima scelta del Draft 2024 e che potrebbe fare il salto nelle majors proprio nel 2025. Ancora peggio hanno fatto i Minnesota Twins, quarti nel 2024 con un mediocre 82-80 e addirittura peggiorati con la perdita del già citato Santana, sostituito dalle scommesse Ty France e Harrison Bader.
Pochi movimenti quindi ma che potrebbero bastare a Cleveland per tenere a distanza di sicurezza i Kansas City Royals e i Detroit Tigers, entrambe nei play-off contro i pronostici prestagionali nel 2024. Kansas City è stata una delle squadre più clutch della lega e vanta una buona rotazione di partenti, con tanto di conferma per Michael Wacha e il suo 3.35 di ERA. Il problema dei Royals è chiaramente la parte offensiva, con solo quattro giocatori oltre la media di lega per OPS, e la free agency non ha aiutato molto da questo punto di vista, con gli ingaggi del seconda base (ma poco a suo agio in difesa) Jonathan India e l’outfielder Joey Wiemer. Un po’ poco per un attacco che anche nel 2025 dovrà chiedere uno sforzo erculeo alla stella Bobby Witt Jr, finito dietro a Judge nell’MVP 2024 con una stagione da quasi 10 WAR.
Domande simili anche per i Tigers, che si sono qualificati ai play-off dopo essere stati 52-57 alla fine di luglio, vincendo trentaquattro partite in due mesi e mezzo e qualificandosi in maniera rocambolesca ai play-off. Il GM Greenberg ha provato a costruire su questo miracolo, arrivato dietro prestazioni incredibili nelle partite con poche run di distacco e sulle spalle di Tarik Skubal, che si è imposto come uno dei migliori lanciatori partenti della lega. È arrivato l’ex Yankees Gleyber Torres, che però è in calo costante di produzione offensiva da tre stagioni, e il ritorno di Flaherty non sembra aver solidificato abbastanza una rotazione che ha funzionato nei mesi finali della stagione più per la creatività nel mischiare partenti e relievers piuttosto che per valore vero e proprio dei lanciatori. Da tenere d’occhio il giovane Jackson Jobe, quinto miglior prospetto della MLB e che si è già fatto notare sul monte di lancio durante la serie playoff vinta contro gli Astros.
AL WEST
TEXAS RANGERS (84-78)
HOUSTON ASTROS (84-78)
SEATTLE MARINERS (84-78)
ATHLETICS (76-86)
LOS ANGELES ANGELS (76-86)
Se la AL Central piange, la AL West non ride, prendendosi la palma di division più peggiorata sulla carta rispetto allo scorso anno. Talmente peggiorata che la palma di squadra con la off-season migliore se la prendono gli Athletics, che hanno occupato il 2024 americano più con la storia del loro trasferimento che per il baseball giocato.
In attesa di spostarsi a Las Vegas giocheranno a Sacramento e il proprietario John Fisher ha fatto quello che non ha fatto in tanti anni di Oakland: spendere soldi. Oltre a rinnovare l’All-Star Brent Rooker Oakland ha dato il contratto più grande della sua storia al partente dei Mets Luis Severino, reduce da ottimi playoff. E il fatto che siano 67 milioni in tre anni rende bene la misura del disastro combinato da Fisher con gli A’s, dove ha cancellato una franchigia storica del baseball e dello sport in generale.
L’ultima partita ad Oakland degli Athletics.
Un discorso simile vale anche per i Los Angeles Angels di proprietà di Arte Moreno, che hanno speso per il solido partente Yusei Kikuchi e l’outfielder Jorge Soler, un anno dopo aver lasciato andare via Ohtani rimanendo con un pugno di mosche. Anche l’ingaggio di Soler si porta dietro qualche dubbio, l’ex Miami è poco a suo agio nell’outfield come difensore ed è meglio come battitore designato, dove però gli Angels dovranno gestire il fisico di Mike Trout, che resiste stoicamente come l’ultimo dei Mohicani in una franchigia che non fa i playoff da dieci anni, la striscia attiva più lunga della MLB.
I vincitori della AL West uscenti, gli Houston Astros, si presentano con tanti dubbi e perdite pesanti, con la certezza però che non si può mai tirarli fuori dalla corsa. Nel 2024 sono riusciti a vincere la division dopo essere partiti 12-24 ed essere stati a dieci vittorie dalla prima a giugno.
Houston è una dinastia che sta mostrando segni importanti di erosione, con la perdita di Kyle Tucker ai Cubs e Alex Bregman a Boston, due dei simboli della dinastia Astros degli ultimi anni e con una produzione difficile da rimpiazzare. A sostituirli è arrivato Isaac Paredes, il cui profilo di battitore sembra incastrarsi perfettamente con le dimensioni del Minutemaid Park, e il prima base Christian Walker, giocatore completo difensivamente e offensivamente ma che ha comunque 34 anni. La speranza di Houston è che la rotazione dei lanciatori tenga botta anche quest’anno e funzioni l’esperimento della bandiera José Altuve, provato come left fielder durante la prestagione con risultati alterni.
Quando Cal Raleigh ha riportato i Mariners ai play-off dopo 21 anni.
La scommessa di Houston è anche che le due rivali principali, Seattle Mariners e Texas Rangers, mantengano i problemi della scorsa stagione.
Seattle ha probabilmente la rotazione di partenti più forte della lega, ma nel 2024 ha sofferto una bullpen dal rendimento terribile in partite tirate e un attacco che è stata una croce. Per il secondo anno consecutivo Seattle ha mancato i playoff di una partita. Dal cambio allenatore e l’arrivo della leggenda Edgar Martinez a formare i battitori l’attacco ha mostrato buoni segnali di vita, che sono la speranza di Seattle per il 2025 contando che la proprietà, tra le più tirchie della MLB, non ha permesso spese se non marginali in free agency.
Anche i Rangers hanno speso pochissimi soldi, calcolando anche che hanno perso tutti i lanciatori della bullpen e nel 2025 riporteranno la stessa lineup ad eccezione di Lowe, sostituito con Burger. Il problema è l’opposto di quello di Seattle, con una rotazione ballerina (anche se è tornato Eovaldi) e un attacco potenzialmente devastante, ma nel 2024 con le polveri bagnate.
NL EAST
ATLANTA BRAVES (93-69)
PHILADELPHIA PHILLIES (87-75)
NEW YORK METS (86-76)
WASHINGTON NATIONALS (73-89)
MIAMI MARLINS (71-91)
Mai come nella NL East le proiezioni di Fangraphs potrebbero mentire. I New York Mets sono stati una delle squadre copertina di questa off-season, strappando Juan Soto agli Yankees per la cifra record di 765 milioni in 15 anni, rendendolo il giocatore più pagato della storia del baseball. Tutto questo riportando in squadra il prima base Pete Alonso e il battitore designato Jesse Winker, con Francisco Lindor e il giovane Mark Vientos tra i protagonisti dei Mets che l’anno scorso hanno strappato due gare ai poi campioni Los Angeles Dodgers nelle finali di Conference.
I dubbi principali riguardano una rotazione titolare che ha perso Luis Severino e che ha preso il closer (degli Yankees!) Clay Holmes con l’intenzione di renderlo un lanciatore partente. Basterà l’attacco stellare dei Mets per portare a casa una division che manca da dieci anni?
Il rookie Mark Vientos è stato decisivo nei suoi primi play-off, con 18 valide in 13 partite.
A impedirlo ci proveranno due protagoniste degli ultimi anni di baseball, i sempre competitivi Atlanta Braves e Philadelphia Phillies.
Come per gli Astros però le prime crepe iniziano a vedersi nella dinastia dei Braves, che spereranno piuttosto nel rientro di chi c’era già. Andato via l’ottimo starter Max Fried in direzione NY, quest’anno tornerà la stella Spencer Strider, al rientro dopo la seconda operazione al gomito in carriera. Una cosa non da poco per un lanciatore capace di lanciare oltre i 160 km/h ma con tutti i problemi fisici che ne derivano, specialmente a livello di longevità. Con lui è atteso al rientro anche l’MVP del 2023 Ronald Acuna, fuori per uno strappo del legamento crociato che ha chiuso anzitempo il suo 2024. Discorso simile per i Phillies, che hanno aggiunto solo il partente Jesus Luzardo e un Jordan Romano a mezzo servizio. Una squadra dall’età media alta e che punta sui suoi punti di forza come Bryce Harper per tentare quell’assalto alle World Series mancato nel 2022 contro gli Astros.
Traiettorie opposte invece per le Cenerentole di questa division. I Nationals sono in miglioramento e hanno anche aggiunto il prima base Nathaniel Lowe, 120 di OPS+ nel 2024, a una lineup giovane che conta sui miglioramenti del proprio core, composto dagli Under-23 Crews e Wood nell’outfield e lo shortstop CJ Abrams. Difficilmente potranno lottare per i play-off, sarà più un anno dedicato allo sviluppo.
Poco materiale invece per i Marlins, che continuano a smantellare il proprio roster, e l’ex CY Young Sandy Alcantara sarà probabilmente il prossimo, e ad abbassare il monte stipendi, con un 2025 che si prospetta più in stile Chicago White Sox che vicino ai compagni di division di Washington.
NL CENTRAL
CHICAGO CUBS (84-78)
MILWAUKEE BREWERS (81-81)
ST. LOUIS CARDINALS (79-83)
PITTSBURGH PIRATES (78-84)
CINCINNATI REDS (78-84)
Nella NL Central sarà una lotta verso il basso. Sono favoriti i Chicago Cubs, che hanno rilanciato le loro ambizioni scambiando per Kyle Tucker dagli Houston Astros, uno dei più forti outfielder della lega. L’aggiunta di Tucker potrebbe garantire di fatto uno spot playoff ad una squadra che maschera mancanze strutturali sia come battitori che come lanciatori, specialmente dopo aver dovuto tradare Cody Bellinger per liberare spazio salariale. Potrebbero essere playoff per i Cubs, che mancano da quattro anni, ma Kyle Tucker sarà free agent a fine stagione, e se le cose dovessero prendere una brutta piega non è da escludere che venga scambiato prima della deadline.
Meno sexy ma più solidi i Milwaukee Brewers, probabilmente i Cleveland Guardians della NL. Un monte stipendi basso che non gli ha permesso negli anni di tenere molti ottimi giocatori ma con un coaching staff e una cultura di franchigia che gli ha permesso di inanellare tante ottime stagioni da sfavoriti. Quest’anno sembra più dura del solito, con il forte closer Devin Williams a NY e la perdita di un grande difensore come Willy Adames. Milwaukee punta tutto sul suo solito laboratorio di lanciatori, in grado di rilanciare tanti giocatori, e sulla crescita di Jackson Chourio, 22mo nelle votazioni dell’MVP a soli vent’anni.
Più indietro le altre tre squadre della NL Central, Cardinals, Reds e Pirates. I Cardinals continuano la loro discesa dopo essere stati una delle squadre che hanno definito gli anni 2000 e 2010 della MLB. Perso l’ex MVP Goldschmidt agli Yankees, i Cardinals hanno ripiegato su…nessuno, anzi mancando l’opportunità di tradare il costoso e declinante Nolan Arenado a 32 milioni annui. Discorso diverso per Cincinnati e Pittsburgh, piene di talento giovane ma con approcci diversi alla FA. Cincinnati è forse la squadra che potrebbe sorprendere di più in questa division, con talenti come l’esplosivo Elly de la Cruz e il seconda base Matt McLain a cui hanno aggiunto il solido partente Brady Singer e il leggendario Tito Francona come nuovo capo allenatore. I Pirates invece, vittima di una proprietà assente, hanno speso poco o nulla per rinfoltire una squadra che pure avrebbe del potenziale, specialmente con i due partenti Paul Skenes e Jared Jones, con il primo che potrebbe puntare al CY Young nella sua seconda stagione in MLB.
NL WEST
LOS ANGELES DODGERS (96-66)
ARIZONA DIAMONDBACKS (86-76)
SAN DIEGO PADRES (82-80)
SAN FRANCISCO GIANTS (81-81)
COLORADO ROCKIES (65-97)
La division dell’elefante della stanza più grosso della MLB, i Los Angeles Dodgers, la portata della cui offseason ha avuto un effetto tale che servirebbe un articolo a parte per descriverla. I campioni in carica hanno aggiunto a Shohei Ohtani, Mookie Betts e Freddie Freeman ancora più qualità e profondità, rafforzando l’unico punto debole, i lanciatori partenti. E l’inseguimento estivo della stellina giapponese Roki Sasaki, che arriva con un contratto da rookie, ha anche vanificato gli sforzi di una contender pericolosa di questa division come i San Diego Padres.
I Dodgers hanno tutto quello che serve per una franchigia: soldi, star power e soprattutto scelte oculate. A tutto questo hanno aggiunto due reliever formidabili come Tanner Scott e Kirby Yates e uno dei migliori partenti della lega, Blake Snell. Per capirci, i Dodgers hanno strappato il coreano Hyeseong Kim alla concorrenza, in arrivo con ottime credenziali dalla KBO, per poi mandarlo nelle minors per questo inizio di stagione, tanta è la profondità del roster a disposizione dell’appena rinnovato Dave Roberts.
Fangraphs li dà a 96 vittorie, ma il sistema è piuttosto parco in generale e difficilmente dà squadre oltre alle 100 vittorie. Se però c’è una squadra che può puntare al record delle 116 è questa versione dei Dodgers, e anche le World Series sulla carta sembrano una formalità, ma se c’è uno sport dove la carta può venire disattesa è proprio il baseball.
L’incredibile partita di Shohei Ohtani contro i Marlins, con tanto di raggiungimento dei 50 fuoricampo e 50 basi rubate in stagione.
Non si sono comunque dati per vinti gli Arizona Diamondbacks, che hanno messo a segno un'off-season oculata e che lascia una squadra migliorata a Torey Luvullo.
Il partente Christian Walker è stato sostituito da un power hitter come Josh Naylor, reduce da 31 fuoricampo nel 2024. Il grande colpo è stato il partente Corbin Burnes, strappato agli Orioles e che porta in dote il suo 2.92 ERA e il suo quinto posto nelle votazioni del CY Young. Arizona spera di tornare ai playoffs anche a spese dei San Diego Padres, sostanzialmente inattivi in questa off-season al di fuori dell’ingaggio di Nick Pivetta.
San Diego ha problemi con un monte stipendi sempre più alto e non ha potuto rimpiazzare adeguatamente le perdite di Profar e Kim, pur mantenendo intatta una squadra che tra Tatis Jr, Machado, Merrill e i due partenti King e Cease ha il potenziale per fare i playoff - e farli bene.
Più indietro i derelitti Colorado Rockies, che saranno certamente tra le peggiori franchigie della National League e i San Francisco Giants. La situazione di San Francisco è curiosa, una squadra storica e tanto vincente negli ultimi vent’anni che non sembra in grado di raddrizzare la barca. Negli ultimi anni sono stati spesi molti soldi ma i risultati latitano, con una sola apparizione ai playoff negli ultimi sette anni e tre annate di fila nel segno della mediocrità. Quest’anno il nuovo presidente/GM Buster Posey (catcher e leggenda dei Giants) ha messo un freno alle spese degli ultimi anni, rimpiazzando il partente Snell con l’anziano Justin Verlander e soprattutto assicurandosi lo shortstop Willy Adames, molto incostante come battitore ma difensore eccezionale. Una resa sostanziale per una squadra che a meno di miracoli difficilmente ritroveremo in campo a ottobre.